Salsa aioli: la ricetta originale, quella con due soli ingredienti

La salsa aioli originale ha due soli ingredienti: aglio e olio extravergine, più un pizzico di sale. Si prepara nel mortaio, pestando l'aglio fino a ridurlo in pasta e incorporando l'olio goccia a goccia. Le versioni con il tuorlo d'uovo sono maionesi all'aglio, non aioli.

Preparazione
15 min
Porzioni
4
Difficoltà
Media

Quasi tutte le ricette di aioli che si trovano in Italia contengono un tuorlo d’uovo. È il modo più semplice per far legare la salsa, e nessuno vi dirà mai che è sbagliato.

Però quella non è l’aioli. È una maionese all’aglio, che è un’altra cosa buonissima con un altro nome.

L’aioli vero ha due ingredienti e nessuna rete di sicurezza. È più difficile, e per questo dipende quasi interamente da com’è l’aglio che ci mettete dentro.

Prodotti usati in questa ricetta

Aglio in retina 5 teste 55/60
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Treccia d’aglio rosso di Sulmona
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Ingredienti

Per 4 persone

  • 3 spicchi di Aglio Rosso di Sulmona
  • 150 ml di olio extravergine d'oliva dal fruttato medio
  • 1 pizzico di sale grosso

Preparazione

  1. Pulire l'aglio
    Sbucciate gli spicchi e apriteli a metà. Se al centro c'è il germoglio verde, toglietelo: è amaro e nell'aioli, dove l'aglio è crudo, si sente moltissimo.
  2. Pestare con il sale
    L'aglio va ridotto a una pasta liscia, senza pezzi. Il sale grosso serve da abrasivo e accelera il lavoro. Ci vogliono due o tre minuti, e non si possono accorciare: se restano pezzetti, l'emulsione non prende.
  3. Iniziare l'olio a gocce
    Letteralmente a gocce, per il primo mezzo bicchiere, girando sempre nello stesso verso. È la fase in cui si decide tutto. Se andate di fretta qui, la salsa non lega più.
  4. Continuare a filo
    Quando la crema comincia a montare e a fare resistenza sotto il pestello, potete versare l'olio in un filo sottile e continuo, sempre girando.
  5. Regolare la densità
    L'aioli finito deve stare in piedi sul cucchiaio. Se viene troppo duro, un cucchiaino d'acqua tiepida lo ammorbidisce senza smontarlo.

Salsa aioli: cos’è e da dove viene

Il nome dice già tutto: allioli in catalano significa all i oli, aglio e olio. Non c’è spazio per un terzo ingrediente nemmeno nel nome.

È una delle salse più antiche del Mediterraneo. Compare, con il nome di allada, nel Llibre de Sent Soví, ricettario catalano del Trecento, e poi nel Llibre del Coch del 1475 — dove, curiosità che merita di essere raccontata, viene indicata come accompagnamento per il gatto selvatico da caccia. I tempi cambiano, la salsa no.

In nessuno di quei testi compare l’uovo. Il tuorlo arriva molto dopo, quando si comincia a preparare la salsa con la frusta o il frullatore invece che con il mortaio, e serve a garantire che l’emulsione riesca al primo colpo.

C’è poi una cosa che riguarda da vicino la cucina italiana. Gli studiosi di cucina catalana, Jaume Fàbrega tra tutti, considerano l’aglio e olio italiano una versione non emulsionata dello stesso piatto. Stessa famiglia, due rami: in un caso l’aglio e l’olio restano separati e condiscono la pasta, nell’altro si legano fino a diventare crema. La ricetta del ramo italiano è quella degli spaghetti aglio, olio e peperoncino.

Perché l’emulsione regge anche senza uovo

Vale la pena capirlo, perché spiega tutto il resto.

Un’emulsione tiene insieme due cose che non si mescolerebbero, olio e acqua, grazie a un terzo ingrediente che fa da ponte. Nella maionese quel ponte è il tuorlo.

Nell’aioli il ponte è l’aglio stesso. Lo spicchio contiene acqua, proteine e sostanze mucillaginose che si liberano quando la polpa viene sfibrata dal pestello, e sono quelle a tenere insieme l’olio.

Da qui discendono due conseguenze pratiche.

La prima è che il mortaio non è tradizione per la tradizione: serve a rompere le cellule, e una lama che taglia lo fa peggio.

La seconda è che la qualità dell’aglio non è un dettaglio di sapore, è un fattore meccanico. Un aglio vecchio e disidratato ha meno polpa e più fibra: fa più fatica a legare. Un aglio ammuffito o con il germoglio già sviluppato lo fa ancora meno. Non è che venga meno buono, è che rischia proprio di non venire.

Quale aglio usare per l’aioli

È l’unica ricetta a base d’aglio in cui l’aglio va crudo e in quantità. Non c’è cottura che smorzi, non c’è altro sapore che copra. Metà della salsa è aglio.

Serve un bulbo recente, con lo spicchio pieno e sodo. Un aglio con molti mesi di magazzino alle spalle perde acqua e polpa: si pesta male, lega peggio e vira sull’amaro.

Con un aglio molto aromatico come l’Aglio Rosso di Sulmona coltivato dall’Azienda Agricola Vittorio D’Alessandro tre spicchi bastano; con un aglio comune ne servono quattro o cinque per avere la stessa presenza. E siccome qui l’aglio è crudo, la differenza si sente più che in qualsiasi altro piatto.

I formati sono nello shop: per l’aioli va bene la retina da cinque teste. Su come tenerlo in casa, c’è la guida alla conservazione.

Salsa aioli senza uova: è la versione originale, non una variante

Vale la pena dirlo chiaramente, perché in rete la si trova quasi sempre presentata come alternativa per chi evita le uova. È il contrario: senza uovo è l’aioli, con l’uovo è la maionese all’aglio.

Cambia però la mano che serve. Senza tuorlo l’emulsione è più suscettibile: risente della temperatura degli ingredienti, della velocità con cui versate l’olio, di quanto bene avete pestato l’aglio.

Tutto a temperatura ambiente, mai olio o aglio freddi di frigo.

Salsa aioli spagnola: allioli catalano e versione valenciana

In Catalogna e nella Comunità Valenciana l’allioli è rimasto quello del mortaio: aglio, olio, sale, e la mano. Lo trovate accanto alle patate, al pesce alla griglia, alla carne arrosto, e ha un carattere molto più diretto delle versioni italiane addolcite dal tuorlo.

La differenza tra le varie zone non sta negli ingredienti ma nella durezza: alcune versioni valenciane sono così dense da potersi tagliare, altre più morbide e vicine a una crema.

In Francia, in Provenza, la stessa salsa si chiama aïoli e accompagna tradizionalmente il baccalà e le verdure lesse. Il nome francese e quello catalano vengono dalla stessa radice, e non c’è accordo su chi sia arrivato prima.

Salsa aioli: ricetta veloce con la maionese

Se avete cinque minuti e non un mortaio, il compromesso onesto è questo: pestate o schiacciate bene due spicchi d’aglio con un pizzico di sale, uniteli a quattro cucchiai di maionese e mescolate. Lasciate riposare in frigo mezz’ora perché l’aglio profumi tutto.

Non chiamatelo aioli, però. È una maionese all’aglio, e funziona benissimo per quello che è: panini, fritti, patate al forno.

Salsa aioli con il Bimby

Aglio e sale nel boccale, 5 secondi a velocità 7, poi riunite sul fondo con la spatola.

Avviate a velocità 4 e versate l’olio dal foro del coperchio, prima a gocce e poi a filo sottile. Fermatevi appena la salsa è densa: se continuate, la lama scalda e l’emulsione si rompe.

Il risultato è più spumoso e meno compatto di quello al mortaio. Con l’aglio crudo funziona, ma non aspettatevi la stessa tenuta.

Se impazzisce, come si recupera

Capita, e non è irreparabile.

Prendete un mortaio pulito, pestate mezzo spicchio d’aglio nuovo con un pizzico di sale, e cominciate a incorporare la salsa impazzita un cucchiaino alla volta, come se fosse olio, girando sempre. Riparte quasi sempre.

Se non riparte, il problema era l’aglio: troppo vecchio o pestato male.

Come si conserva l’aioli

In frigorifero, in un contenitore chiuso, e si consuma entro due o tre giorni.

Non di più, e vale la pena spiegare perché. L’aioli è aglio crudo immerso nell’olio, senza aceto né limone che lo acidifichino. È una preparazione fresca che va tenuta al freddo e consumata in fretta: non è una conserva e non va mai lasciata fuori dal frigo per ore, nemmeno d’inverno.

Non si congela: allo scongelamento l’olio si separa e la crema non torna più.

Come si serve

L’aioli è una salsa da contrasto, quindi dà il meglio dove c’è qualcosa di asciutto o di semplice da accompagnare.

Patate lesse o al forno, verdure grigliate, carciofi, pesce al vapore o alla piastra, carne arrosto, pane tostato. In Provenza esiste un piatto intero che porta il nome della salsa: baccalà lesso con verdure e una ciotola di aioli al centro del tavolo.

Se vi piace l’idea ma non avete tempo per il mortaio, c’è una scorciatoia già pronta: il paté di zolle d’aglio rosso di Sulmona dell’Azienda Agricola Vittorio D’Alessandro, una crema spalmabile fatta con gli scapi fiorali che si raccolgono a maggio, lavorati in olio extravergine d’oliva.

Domande frequenti

Quanto aglio serve per l'aioli per 4 persone?

Tre spicchi di aglio rosso con 150 ml di olio extravergine, oppure quattro o cinque spicchi se usate aglio comune, che è meno aromatico. L'aglio qui va crudo, quindi la quantità si sente per intero.

Perché l'aioli senza uovo non monta o si separa?

Per tre motivi, in quest'ordine: l'aglio non è stato pestato abbastanza fine, l'olio è stato versato troppo in fretta all'inizio, oppure gli ingredienti erano freddi. Si recupera ripartendo da mezzo spicchio d'aglio nuovo pestato e incorporando la salsa separata un cucchiaino alla volta.

L'aioli è la stessa cosa della maionese all'aglio?

No. L'aioli originale ha solo aglio, olio e sale, e l'emulsione la tiene l'aglio. La maionese all'aglio ha il tuorlo d'uovo come legante ed è più stabile e più delicata. Entrambe sono buone, ma sono due preparazioni diverse.

Quanto dura l'aioli fatto in casa?

Due o tre giorni in frigorifero, in un contenitore chiuso. È aglio crudo in olio senza acidificazione, quindi va tenuto al freddo e consumato in fretta. Non va congelato, perché l'emulsione si rompe.

Che olio usare per l'aioli?

Un extravergine italiano dal fruttato medio. Un olio molto verde e piccante somma la sua aggressività a quella dell'aglio e il risultato è squilibrato; uno troppo leggero rende la salsa insipida.

Si può fare l'aioli senza mortaio?

Sì, con il frullatore a immersione o il robot, ma cambia. La lama taglia e scalda invece di sfibrare, quindi l'aglio libera meno sostanze leganti e la salsa viene più spumosa e meno stabile. Se lo fate, tenete la velocità bassa e fermatevi appena è densa.

Azienda Agricola Vittorio D'Alessandro — Pratola Peligna, Valle Peligna